Il Circolo SEL di Acquaviva delle Fonti, in vista del Consiglio Comunale di oggi, giovedì 7 luglio, avente tra i punti all'ordine del giorno l'alienazione di tre immobili comunali (ex stabile “Racanelli”, ex mattatoio comunale ed ex asilo di via martiri di via Fani), intende fornire il proprio contributo anche sulla natura tecnica della discussione, dato che il giudizio politico sulla questione è stato già ampiamente espresso sia dal nostro consigliere comunale che da precedenti comunicati.
L'articolo 58 del decreto legge n. 112/2008, convertito con modificazioni in legge 6 agosto 2008 n. 133, al comma 1, pone come condizione che gli immobili da inserire nel piano di alienazione e di valorizzazione non siano necessari al regolare svolgimento delle funzioni istituzionali dell'ente locale. Di conseguenza l'inserimento dell'ex macello comunale nella lista degli immobili disponibili, erroneamente considerato in stato di abbandono ma in realtà funzionante in qualità di deposito comunale nonché sede di lavoro per alcuni dipendenti del comune stesso, è di fatto da ritenersi scorretto e perché non rispondente ai criteri normativi. Lo stesso vale anche per la ex scuola materna di via delle vittime di via Fani, ancora nella disponibilità del 1° circolo didattico che non esclude di poter tornare a riutilizzare tale immobile come istituto per l'educazione dei minori o come biblioteca.
Inoltre, come reso noto dal consigliere Carucci nell'ultimo consiglio comunale, il comma 2 dello stesso articolo 58, della legge 133/2008 è stato parzialmente dichiarato illegittimo dalla corte costituzionale con la sentenza n. 340/2009.
La diretta conseguenza è che non è possibile alienare senza le necessarie procedure di variante al PRG, quindi l'inserimento dei tre immobili in questione nel piano triennale delle alienazioni, non rappresenta più di per sé un variante al piano regolatore.
Pertanto, qualora tali immobili fossero inseriti nel piano, bisognerebbe poi avviare un lungo iter procedurale che prevede anche l'approvazione della Regione Puglia, che già in passato ha espresso parere contrario alla realizzazione di ulteriore cubatura rispetto a quanto già previsto dal PRG.
L'alienazione della scuola materna inoltre non è realizzabile poiché essa fa parte della cosiddetta lottizzazione “Rossi”. Come i tecnici ed i professionisti (anche comunali) dovrebbero sapere, le aree facenti parte di una lottizzazione sono inscindibili pertanto non si può pensare che un'area a standard di una lottizzazione, che ha già espresso la propria volumetria nella lottizzazione stessa, possa essere considerata oggetto di variante per esprimere ulteriore volumetria oltre quella già realizzata. Insomma, essa non è una pertinenza scindibile, ma pertinenza inscindibile. (Cass. Sez. Unite 18 luglio 1989, n. 3363, in Foro it., 1989, I, 2739; Cass. 9 giugno 2008, n.15238; Cass. 16 gennaio 2008, n. 730; Cass. 30 ottobre 2007, n. 22889; Cass.26 ottobre 2007, n. 22496)
Anche la strada dell'alienazione dell'immobile “Racanelli” non è percorribile in quanto l'amministrazione non ha provveduto al parere preventivo della Soprintendenza dei Beni Culturali trattandosi di beni immobili sottoposti a vincolo.
Se le argomentazioni sin qui esposte non fossero da qualcuno ritenute sufficienti, vogliamo ribadire che non lasceremo nulla di intentato per evitare la svendita delle proprietà del Comune per ottenere le risorse al rifacimento delle strade e alla realizzazione di un tronco di fogna, risorse che riteniamo reperibili per altre vie come esporremo nel dibattito consigliare di oggi pomeriggio.
Chiediamo alla Segretaria e al Collegio di Revisione dei Conti un parere di legittimità sulla complessiva operazione e chiediamo che gli atti, compresi i verbali della discussione consigliare del consiglio comunale scorso, vengano inviati alla Procura della Repubblica e alla Procura Regionale della Corte dei Conti.
Noi comunque provvederemo ad inviare tali atti debitamente accompagnati da una nostra relazione dettagliata, affinché gli organi competenti possano valutare quanto di loro competenza.
LA NOSTRA CITTÀ NON È IN VENDITA

Cari compagni,
RispondiEliminaL’alienazione di alcuni beni comunali è senz’altro una decisione a cui opporsi, ma ciò che ritengo sia vergognoso e intollerabile è l’essersi presi gioco della popolazione acquavivese.
Nel periodo in cui gli amministratori di questo paese si pavoneggiavano nelle assemblee per il “bilancio partecipato”, ho cercato di dialogare da posizioni critiche, ho tentato di dare lo spunto per avviare una riflessione collettiva su cosa è un “bilancio partecipato”, sul perché dove seriamente si è tentato di realizzarlo, per superare le criticità si è scelto di avviare un diverso processo, quello del “bilancio sociale”. Rispetto a questi tentativi di dialogo c’è stata una netta chiusura. Tanto che nell’ultima assemblea cittadina su questo tema i critici sono stati più volte chiamati, dal sindaco, “disfattisti senza proposte”.
Bene, quando qualsiasi Sindaco di Acquaviva vorrà discutere di quale Paese, immaginiamo, sogniamo e vogliamo siamo pronti al confronto, a condizione però che questo avvenga senza nascondere nulla, senza inganni e nella massima onestà intellettuale.
Sì proprio onestà intellettuale. In un articolo su uno dei giornali telematici di Acquaviva, come risposta a un mio contributo di riflessione sul “bilancio partecipato”, il sindaco Squicciarini considerava le critiche al loro “bilancio partecipato”, frutto di una mancanza di onestà intellettuale.
Oggi ci chiediamo:
Quanta onestà c’è in coloro che nelle assemblee cittadine hanno nascosto, l’intendo, o la necessità, di vendere dei beni del Comune?
Come si può partecipare alla stesura di un bilancio se sono nascoste: Primo, le reali condizioni economiche dell’Ente? Secondo, come e dove s’intende trovare i denari? Terzo, a scapito di chi s’intende reperire i soldi? E ultimo, nella direzione di quale ipotesi di sviluppo cittadino s’intende incamminarsi?
Davvero qualcuno ha pensano che la partecipazione sia la sala piena in un’assemblea o l’applauso al sindaco e all’assessore.
“Democrazia è PARTECIPAZIONE”, ma non dimentichiamo Gramsci: “LA VERITA’ E SEMPRE RIVOLUZIONARIA”.
HANNO NASCOSTO I LORO PROPOSITI, NON VOGLIONO CAMBIARE, LA PARTECIPAZIONE NON PUO’ SBOCCIARE DALL’INGANNO,
SI SONO PRESI GIOCO DI UN INTERO PAESE … VERGOGNA!
michele natale