Negli stessi giorni in cui una legge nazionale scellerata e razzista inizia a considerare il clandestino un criminale mettendo fuori legge un esercito di lavoratori e lavoratrici. Mentre 500.000 badanti straniere dovranno sborsare una tangente di 500 euro per emergere dal nero, la Regione Puglia, su iniziativa degli Assessorati alla Formazione e alla Solidarietà Sociale, sceglie una strada diversa: riconoscere la dignità e il valore dell'operato di queste donne. Il progetto, messo a punto dagli assessori Losappio e Gentile, prevede la realizzazione di corsi di formazione per le badanti a cui seguirà la creazione di elenchi pubblici delle stesse distribuiti negli uffici di collocamento. L'iniziativa oltre a riconoscere l'importante ruolo sociale di chi si prende cura del persone purtroppo non autonome, permetterà un maggiore controllo favorendo l'emersione dal lavoro nero.
Nell'ottobre del 2008 viene varato il Piano Regionale per le non Autosufficienze che prevede una serie di azioni da realizzare nel triennio 2009-2011 e tra queste viene promossa l'introduzione di un assegno per i malati di SLA. La SLA (sclerosi laterale amiotrofica) è una malattia neurodegenerativa che porta ad un progressivo deterioramento delle fibre nervose che controllano i muscoli con perdita della motilità, della parola e della respirazione. Al momento non esistono cure risolutive per questa terribile malattia. La regione ha stanziato 2 milioni di euro come fondo per poter garantire un assegno mensile di 500 euro che le famiglie dei malati possono investire per garantire una dignitosa e adeguata assistenza per i propri cari.
Dopo un primo investimento di 57 milioni di euro, il più importante realizzato in Italia, con il quale verranno finanziati nuovi 118 asili nido pubblici in tutta la regione (tra asili nido comunali e sperimentazioni di asili nido aziendali presso Amministrazioni pubbliche) parte la seconda fase volta ad assicurare a tutte le famiglie pugliesi l’accessibilità ai servizi per l’infanzia. Un nuovo finanziamento di 8 milioni di euro che prevede l’erogazione di contributi per il sostegno alla gestione degli asili nido, con il quale i Comuni potranno aumentare il numero di posti nido disponibili attraverso il potenziamento degli organici, ampliare l’orario di apertura giornaliero della struttura, migliorare la qualità del servizio. Per tutte quelle madri che cercano di conciliare la famiglia con il lavoro.
Queste iniziative provano a dare concrete risposte al dolore e ai bisogni di persone fragili per ragioni di salute o sociali. Tutti quelli che decidono le sorti di questa terra sarebbero capaci di azioni migliori se potessero sentire sulla propria carne il dolore di un malato terminale, l'umiliazione di chi pur lavorando onestamente, diventa criminale non perché si macchia di un reato ma perché vive una condizione o la mortificazione di una donna costretta ancora a dover scegliere tra lavoro e famiglia.
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