In controtendenza con la realtà regionale, Acquaviva conosce due sinistre: l'una moderata alla guida della maggioranza, l'altra, più vendoliana, come compagine fra le forze dell'opposizione. Fra le due realtà non esiste alcuna ferma volontà di conflitto, né un raggiunto e consolidato ponte di armonia e di dialogo. PD e SEL ancora si cercano. Risponde per AcquavivaLive un altro volto giovane della sinistra della nostra città: il segretario locale di Sinistra Ecologia Libertà, Beppe Di Vietri.
Intervista di Saverio Iacobellis
Quali sono i rapporti che intercorrono fra SEL e PD a livello locale?
Pur non negando una vicina condivisione di valori e di idee con il PD, la posizione di SEL, ad Acquaviva, rimane quella di considerarsi una realtà dell’attuale opposizione anche se entrambe le forze sono indubbiamente legate al panorama del centrosinistra italiano. Ricambio ogni puntuale stima per Vito Caroli, segretario locale del Partito Democratico, ma la nostra posizione rimane quella di essere una coscienza politica coerente con le proprie scelte. A nostro modo di vedere, il PD ha promesso una discontinuità amministrativa che tuttora si arena in una semplice fase di aspettativa, dove è ancora troppo presto esprimere un giudizio. La nostra assenza tra le forze di maggioranza è pienamente giustificabile dalla presenza di simboli quali quelli dell'UDC e di IO SUD, forze che, a nostro onesto modo di vedere, hanno completamente snaturato la coalizione del nostro centrosinistra locale, spostando altrove il suo baricentro di ideologie e di interessi. La nostra mancata alleanza con il PD ci ha comunque spinti a soluzioni coraggiose e a creare una nostra coalizione, con forze tra loro diverse ma che hanno pacificamente condiviso il nostro programma e il nostro candidato sindaco. La nostra opposizione farà un serio bilancio dei risultati raggiunti da quest'amministrazione al compimento di un anno esatto di governo cittadino.
Cosa pensa di quest'amministrazione?
Allo stato attuale quest'amministrazione non ha ancora perseguito risultati degni di nota. Tuttavia siamo del parere che è ancora presto per esporre un giudizio: come già accennato si cercherà di fare un bilancio dell'operato solo dopo il compimento di un anno dal suo insediamento a Palazzo De Mari. A nostro parere il governo cittadino prende ancora troppo tempo nell'agire, comportamento non sempre giustificabile se si pensa anche ai problemi urgenti della nostra città che attendono ancora delle adeguate risposte. Questo continuo guadagnare tempo non potrebbe che rivelarsi, a nostro avviso, controproducente se si pensa che lo stesso programma elettorale della maggioranza è un crono-programma: con tanto di scadenze da rispettare e a cui spetterà la responsabilità di doverle onorare anche a un tempo prestabilito. Le questioni più urgenti restano diverse, come l'atteso sblocco dell'innovazione della Zona industriale, lo sblocco del PRG e il progetto di un adeguato sostegno alle famiglie. La nostra opinione rimane quella che SEL, prima ancora di essere una realtà di centrosinistra acquavivese, debba essere una realtà vicina ai bisogni del bene collettivo: bisogni che auspichiamo siano anche soddisfatti dal serio operato di quest'amministrazione. Per questa ragione la nostra posizione in Consiglio Comunale è e sarà costruttiva nei riguardi di provvedimenti atti a favorire tutta la cittadinanza, così come è avvenuto con il nostro voto positivo relativamente al recente provvedimento sul PRG.
A tale proposito, qual è la posizione di SEL sui temi quali PRG e lottizzazioni?
Si è parlato così tanto di PRG in questi lunghi anni, che i nostri cittadini sono arrivati sino al punto di perdere ogni interesse a tale argomento. In presenza di una situazione così statica, confidiamo ugualmente nella speranza di vederlo sbloccare quanto prima, perché il tema del PRG ha comunque rappresentato per noi un lungo cammino fatto di posizioni responsabili, coerenti e in perfetta sintonia con il cammino di tutte le forze di sinistra da prima esistenti nella nostra città. Abbiamo presentato voto favorevole a un recente atto di auto-tutela, atto già caldeggiato e promosso da diverso tempo (a livello regionale) dall’assessore Barbanente: atto che si pensa propedeutico all'approvazione del piano da parte del CUR della Regione Puglia. La veste attuale del PRG e tutte le battaglie a sua difesa restano un patrimonio politico di tutte le sinistre acquavivesi, cui anche SEL, tramite il recente voto del consigliere Carucci, ha espresso un segnale di coerenza e di responsabilità. Quanto invece alle due lottizzazioni, siamo contrari alla loro approvazione: è impensabile e incoerente mirare a soluzioni che andrebbero a mettere in discussione contenuti dello stesso PRG che vogliamo veder varato definitivamente. Inoltre, le tavole progettuali si sono rivelate errate da un punto di vista meramente tecnico. Non sappiamo nemmeno spiegarci perché questo tema delle lottizzazioni sia “riemerso” qualche mese fa e nuovamente “posto a silenzio” nel giro di così pochi giorni: se non ricordiamo male, è stato anche lo stesso centrosinistra a manifestare una certa diffidenza a tali progetti già da molto tempo prima dall’insediamento della nuova giunta di Squicciarini.
Si è parlato così tanto di PRG in questi lunghi anni, che i nostri cittadini sono arrivati sino al punto di perdere ogni interesse a tale argomento. In presenza di una situazione così statica, confidiamo ugualmente nella speranza di vederlo sbloccare quanto prima, perché il tema del PRG ha comunque rappresentato per noi un lungo cammino fatto di posizioni responsabili, coerenti e in perfetta sintonia con il cammino di tutte le forze di sinistra da prima esistenti nella nostra città. Abbiamo presentato voto favorevole a un recente atto di auto-tutela, atto già caldeggiato e promosso da diverso tempo (a livello regionale) dall’assessore Barbanente: atto che si pensa propedeutico all'approvazione del piano da parte del CUR della Regione Puglia. La veste attuale del PRG e tutte le battaglie a sua difesa restano un patrimonio politico di tutte le sinistre acquavivesi, cui anche SEL, tramite il recente voto del consigliere Carucci, ha espresso un segnale di coerenza e di responsabilità. Quanto invece alle due lottizzazioni, siamo contrari alla loro approvazione: è impensabile e incoerente mirare a soluzioni che andrebbero a mettere in discussione contenuti dello stesso PRG che vogliamo veder varato definitivamente. Inoltre, le tavole progettuali si sono rivelate errate da un punto di vista meramente tecnico. Non sappiamo nemmeno spiegarci perché questo tema delle lottizzazioni sia “riemerso” qualche mese fa e nuovamente “posto a silenzio” nel giro di così pochi giorni: se non ricordiamo male, è stato anche lo stesso centrosinistra a manifestare una certa diffidenza a tali progetti già da molto tempo prima dall’insediamento della nuova giunta di Squicciarini.
Qual è la posizione di SEL sulle vicende che legano la nostra città all'Ospedale Miulli?
Premetto che la proporzione “il Miulli sta ad Acquaviva, come la Fiat sta alla città di Torino”, calzi particolarmente bene soprattutto in questi giorni. Secondo il nostro parere i rapporti che intercorrono fra la nostra città e l'Ospedale Miulli devono essere assolutamente limpidi e chiari, tenendo anche in considerazione le posizioni promosse dal nostro partito politico. Bisognerebbe chiedersi quale futuro sarà riservato all'immobile del vecchio ospedale, visto che l’ospedale oggi è situato in un’area SIC, distante circa 5 Km dal nostro centro abitato. Il vecchio ospedale era invece situato in una strada un tempo florida di attività commerciali, di esercizi oggi costretti a chiudere. Una via un tempo importante e molto trafficata, oggi è solo piena di buche. Il riutilizzo del vecchio stabile ospedaliero poteva essere tema di una nuova tavola di accordi fra il Comune e l'amministrazione del Miulli, ma il nostro Comune ha già perso una causa con il Miulli perché l'Agenzia del Territorio ha cercato, tempo addietro, di negare la richiesta dell'Ente Ecclesiastico a farsi assegnare il patrimonio immobiliare dell'Opera Pia. L'Agenzia del Territorio chiese al Miulli a che titolo rivendicasse tale acquisizione patrimoniale ma la reazione dell'ente fu quella di difendersi in tribunale. La sentenza ha dato poi ragione all'amministrazione del Miulli, ma, a nostro sincero avviso, il Comune avrebbe potuto difendersi meglio e fare ricorso: ha invece lasciato perdere la causa, con l’intento di mantenere ancora ottimali i rapporti con l’Ente Ecclesiastico.
Premetto che la proporzione “il Miulli sta ad Acquaviva, come la Fiat sta alla città di Torino”, calzi particolarmente bene soprattutto in questi giorni. Secondo il nostro parere i rapporti che intercorrono fra la nostra città e l'Ospedale Miulli devono essere assolutamente limpidi e chiari, tenendo anche in considerazione le posizioni promosse dal nostro partito politico. Bisognerebbe chiedersi quale futuro sarà riservato all'immobile del vecchio ospedale, visto che l’ospedale oggi è situato in un’area SIC, distante circa 5 Km dal nostro centro abitato. Il vecchio ospedale era invece situato in una strada un tempo florida di attività commerciali, di esercizi oggi costretti a chiudere. Una via un tempo importante e molto trafficata, oggi è solo piena di buche. Il riutilizzo del vecchio stabile ospedaliero poteva essere tema di una nuova tavola di accordi fra il Comune e l'amministrazione del Miulli, ma il nostro Comune ha già perso una causa con il Miulli perché l'Agenzia del Territorio ha cercato, tempo addietro, di negare la richiesta dell'Ente Ecclesiastico a farsi assegnare il patrimonio immobiliare dell'Opera Pia. L'Agenzia del Territorio chiese al Miulli a che titolo rivendicasse tale acquisizione patrimoniale ma la reazione dell'ente fu quella di difendersi in tribunale. La sentenza ha dato poi ragione all'amministrazione del Miulli, ma, a nostro sincero avviso, il Comune avrebbe potuto difendersi meglio e fare ricorso: ha invece lasciato perdere la causa, con l’intento di mantenere ancora ottimali i rapporti con l’Ente Ecclesiastico.
Qual è la posizione di SEL su come gestire la pianta organica dell'ente Comune?
L'attuale pianta organica del nostro Comune presenta tuttora dei problemi e necessita di essere quanto prima riorganizzata: è impensabile che Acquaviva abbia bisogno di dirigenti che costano fra i 250.000 e i 300.000 euro. Siamo favorevoli a una riorganizzazione del personale che faccia a meno delle figure dirigenziali, passando ai funzionari i loro compiti, così come è stato promosso e auspicato dallo stesso PD in campagna elettorale. Allo stato attuale, non c'è ancora stato questo ricambio e per questo motivo SEL, in questi giorni, solleverà questione e si farà sentire in Consiglio, presentando una mozione che comporti una rideterminazione più consona della pianta organica e la mobilità degli uffici e dei servizi: una politica volta all'efficienza e all’economicità, una soluzione volta a ridurre le spese nel rispetto del Patto di stabilità. Ci auguriamo che la maggioranza al governo della città, coerentemente con le proprie dichiarazioni e per senso di responsabilità appoggerà quanto da noi proposto.
L'attuale pianta organica del nostro Comune presenta tuttora dei problemi e necessita di essere quanto prima riorganizzata: è impensabile che Acquaviva abbia bisogno di dirigenti che costano fra i 250.000 e i 300.000 euro. Siamo favorevoli a una riorganizzazione del personale che faccia a meno delle figure dirigenziali, passando ai funzionari i loro compiti, così come è stato promosso e auspicato dallo stesso PD in campagna elettorale. Allo stato attuale, non c'è ancora stato questo ricambio e per questo motivo SEL, in questi giorni, solleverà questione e si farà sentire in Consiglio, presentando una mozione che comporti una rideterminazione più consona della pianta organica e la mobilità degli uffici e dei servizi: una politica volta all'efficienza e all’economicità, una soluzione volta a ridurre le spese nel rispetto del Patto di stabilità. Ci auguriamo che la maggioranza al governo della città, coerentemente con le proprie dichiarazioni e per senso di responsabilità appoggerà quanto da noi proposto.
Qual è la posizione di SEL nel ricordare, proprio in questi giorni, la celebrazione dei settant’anni del Partito Comunista Italiano? A dire il vero, il PCI quest’anno avrebbe dovuto compiere novant’anni: dal 1921 fino al 1991, da Gramsci alla fine della Prima Repubblica, sono settant’anni di storia. Settant’anni che vengono ricordati attraverso un’elegante manifestazione nella città di Roma, anche se il PCI di Gramsci aprì la sua prima sezione a Livorno; a quel tempo il comunismo era un sintomo di consapevolezza della nascente classe operaia, in un’Italia ben diversa da quella di oggi perché non perfettamente industrializzata, dove non si conoscevano per i lavoratori la certezza dei loro diritti e l’opportuna base democratica che poteva fare da scudo e da vessillo alla loro emergente coscienza di classe. Sono poi seguite diverse fasi storiche, dove il PCI ha saputo rivelarsi la più grande realtà di sinistra tra i paesi occidentali e sotto l’influenza americana. Era una realtà con idee molto forti, attraverso cui è stato possibile difendere le classi lavoratrici meno agiate e garantire loro un certo quantitativo di diritti. Il PCI ha influenzato la nostra società, portando avanti posizioni ideologiche che hanno anche acconsentito la creazione di una parentesi che oggi possiamo definire come una rimpianta “stagione dei diritti”. Oggi il PCI non esiste più, ma il suo manifesto ideologico può dirsi ancora attuale: basti pensare al recente referendum di Fiat Mirafiori, dove la vittoria del “Sì” va interpretata come una vittoria della difesa del proprio posto, ma una sconfitta a scapito di tutti i diritti acquisiti dal mondo del lavoro: ciò che alcuni chiamano oggi “progresso” è per noi un segnale preoccupante e non serve tanta retorica per comprendere che il risultato di quel referendum è molto più parente a un “ricatto” che a una “libera scelta”. Qualcuno ha definito “conservatrici” le posizioni promosse dal sindacato della Fiom, ma se dobbiamo definire ogni scelta delle classi dirigenti come forme di “progresso” a scapito dei diritti dei singoli lavoratori, allora ben venga “conservare” i valori che trovano solide e fiere radici in novant’anni di storia della sinistra italiana.
Qual è la posizione di SEL sull’avvicinamento delle giovani generazioni alla politica?
La nostra posizione non solo è favorevole, ma a nostro avviso il problema di costituire un ponte fra il mondo della politica e il paese reale non può certo limitarsi ai giovani, ma a tutti i cittadini. Il problema sta diventando anche serio, perché si è diffuso il virus di definire la politica come una cosa sporca e da evitare. Il vecchio Partito Comunista Italiano ci ha insegnato che non c’è vita senza politica e che a limite possiamo definirci apartitici ma non certo apolitici. A dire il vero, SEL non ha difficoltà a stabilire un ponte di dialogo con i giovani, che rappresentano il nostro presente e il nostro futuro. Insieme a SEL, un ponte fra il mondo della politica e il paese reale è di sicuro la Fabbrica di Nichi: una realtà che ha saputo coinvolgere tante persone fra loro diverse, con finalità di carattere più civico che ideologico, e senza chiedere a ciascuno di queste l’adesione a ricevere una tessera di partito. SEL si rapporta bene con i giovani perché ha bisogno di nuove idee e i giovani non sono altro che una fonte inesauribile di idee e di progetti. Su questo settore siamo abbastanza avanti rispetto ad altre realtà politiche. A livello locale, comparandoci ad altre realtà, riscontriamo situazioni differenti dalla nostra: diffidenza contro nuove leve, assenza di adeguate scuole di formazione politica. Al loro posto troviamo giovani comunque motivati ma senza un percorso di valori e di militanza che può equipararsi al nostro, dove le vere questioni politiche rischiano di confondersi con altre necessità magari figlie dell’individualismo e dell’apparenza.
La nostra posizione non solo è favorevole, ma a nostro avviso il problema di costituire un ponte fra il mondo della politica e il paese reale non può certo limitarsi ai giovani, ma a tutti i cittadini. Il problema sta diventando anche serio, perché si è diffuso il virus di definire la politica come una cosa sporca e da evitare. Il vecchio Partito Comunista Italiano ci ha insegnato che non c’è vita senza politica e che a limite possiamo definirci apartitici ma non certo apolitici. A dire il vero, SEL non ha difficoltà a stabilire un ponte di dialogo con i giovani, che rappresentano il nostro presente e il nostro futuro. Insieme a SEL, un ponte fra il mondo della politica e il paese reale è di sicuro la Fabbrica di Nichi: una realtà che ha saputo coinvolgere tante persone fra loro diverse, con finalità di carattere più civico che ideologico, e senza chiedere a ciascuno di queste l’adesione a ricevere una tessera di partito. SEL si rapporta bene con i giovani perché ha bisogno di nuove idee e i giovani non sono altro che una fonte inesauribile di idee e di progetti. Su questo settore siamo abbastanza avanti rispetto ad altre realtà politiche. A livello locale, comparandoci ad altre realtà, riscontriamo situazioni differenti dalla nostra: diffidenza contro nuove leve, assenza di adeguate scuole di formazione politica. Al loro posto troviamo giovani comunque motivati ma senza un percorso di valori e di militanza che può equipararsi al nostro, dove le vere questioni politiche rischiano di confondersi con altre necessità magari figlie dell’individualismo e dell’apparenza.
Qual è la posizione di SEL sui temi ambientali o sulle fonti rinnovabili?
La questione ambientale è parte integrante del DNA di SEL, che non a caso ha scelto di sottolineare la centralità di tale tematica inserendo nel proprio nome la parola “Ecologia” e raccogliendo l'eredità e le esperienze umane dei movimenti “verdi” nati in Italia a partire dagli anni Ottanta. Nel territorio di Acquaviva bisogna ancora compiere un enorme sforzo: prima di tutto, dal punto di vista dell'educazione ambientale della cittadinanza e, in particolare, dei giovani. Collaborando con le scuole e con le istituzioni è necessario far nascere una coscienza “verde” per inserirsi sulla strada atta a risolvere una buona parte delle problematiche ambientali gravi che attanagliano il nostro Comune. Mi riferisco al libero deposito di rifiuti (forse tossici) nelle nostre campagne, all'assenza di una raccolta differenziata degna di tale nome, al deturpamento delle aree rurali attraverso l'abusivismo edilizio, all'inquinamento delle falde acquifere, al cemento amianto che con le sue nocive proprietà ammorba il nostro centro storico, alla mancata tutela e valorizzazione dell'area SIC Bosco di Mesola (contrade Salentino, Curtomartino e Collone) e del patrimonio boschivo e naturalistico in generale. SEL però non è il partito dei “No”: noi procediamo con delle proposte concrete, precise e sostenibili. Intanto proponiamo (di contro) un nuovo bando di gara per l'affido dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (considerando che il nostro Comune procede con proroghe annuali dal 2003) che preveda il sistema di raccolta differenziata “porta a porta”, potenziando la raccolta di rifiuti ingombranti e speciali e promuovendo il recupero dei rifiuti organici per la produzione di fertilizzante agricolo biologico. Parallelamente, bisogna potenziare il controllo del territorio, assicurando il rispetto del conferimento corretto dei rifiuti, prevenendo il vandalismo nei confronti dei raccoglitori e garantendo un controllo del territorio rurale per prevenire episodi riconducili a forme di illecito. Siamo convinti della necessità di investire sul futuro e quindi di ricercare una produzione energetica che punti all'autosufficienza e alla sostenibilità. Riteniamo sia doveroso investire sulla dotazione degli edifici comunali di impianti fotovoltaici. Allo stesso tempo, bisogna incentivare l’interesse dei semplici cittadini o delle aziende, all'acquisto di impianti fotovoltaici o mini-eolici nel rispetto all'azione corrente della nostra Regione che ha da poco sottoscritto una convenzione con importanti distributori nazionali. Queste buone pratiche devono avere come punto di riferimento la cultura della sostenibilità ambientale, economica e sociale e devono fare da contro-altare all'insediamento sul territorio di grandi impianti per le rinnovabili, estremamente impattanti sia dal punto di vista paesaggistico che ambientale, come dimostrano i comuni Cassano e Sannicandro, dove alcune società stanno cercando di installare enormi parchi eolici.
La questione ambientale è parte integrante del DNA di SEL, che non a caso ha scelto di sottolineare la centralità di tale tematica inserendo nel proprio nome la parola “Ecologia” e raccogliendo l'eredità e le esperienze umane dei movimenti “verdi” nati in Italia a partire dagli anni Ottanta. Nel territorio di Acquaviva bisogna ancora compiere un enorme sforzo: prima di tutto, dal punto di vista dell'educazione ambientale della cittadinanza e, in particolare, dei giovani. Collaborando con le scuole e con le istituzioni è necessario far nascere una coscienza “verde” per inserirsi sulla strada atta a risolvere una buona parte delle problematiche ambientali gravi che attanagliano il nostro Comune. Mi riferisco al libero deposito di rifiuti (forse tossici) nelle nostre campagne, all'assenza di una raccolta differenziata degna di tale nome, al deturpamento delle aree rurali attraverso l'abusivismo edilizio, all'inquinamento delle falde acquifere, al cemento amianto che con le sue nocive proprietà ammorba il nostro centro storico, alla mancata tutela e valorizzazione dell'area SIC Bosco di Mesola (contrade Salentino, Curtomartino e Collone) e del patrimonio boschivo e naturalistico in generale. SEL però non è il partito dei “No”: noi procediamo con delle proposte concrete, precise e sostenibili. Intanto proponiamo (di contro) un nuovo bando di gara per l'affido dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (considerando che il nostro Comune procede con proroghe annuali dal 2003) che preveda il sistema di raccolta differenziata “porta a porta”, potenziando la raccolta di rifiuti ingombranti e speciali e promuovendo il recupero dei rifiuti organici per la produzione di fertilizzante agricolo biologico. Parallelamente, bisogna potenziare il controllo del territorio, assicurando il rispetto del conferimento corretto dei rifiuti, prevenendo il vandalismo nei confronti dei raccoglitori e garantendo un controllo del territorio rurale per prevenire episodi riconducili a forme di illecito. Siamo convinti della necessità di investire sul futuro e quindi di ricercare una produzione energetica che punti all'autosufficienza e alla sostenibilità. Riteniamo sia doveroso investire sulla dotazione degli edifici comunali di impianti fotovoltaici. Allo stesso tempo, bisogna incentivare l’interesse dei semplici cittadini o delle aziende, all'acquisto di impianti fotovoltaici o mini-eolici nel rispetto all'azione corrente della nostra Regione che ha da poco sottoscritto una convenzione con importanti distributori nazionali. Queste buone pratiche devono avere come punto di riferimento la cultura della sostenibilità ambientale, economica e sociale e devono fare da contro-altare all'insediamento sul territorio di grandi impianti per le rinnovabili, estremamente impattanti sia dal punto di vista paesaggistico che ambientale, come dimostrano i comuni Cassano e Sannicandro, dove alcune società stanno cercando di installare enormi parchi eolici.
Quali rapporti SEL vanta con Pino Chiechi?
In campagna elettorale abbiamo cercato di costituire un'ampia coalizione che avesse come nucleo portante l'idea di buon governo con responsabilità. Dalle forze migliori e più sane presenti sullo scenario politico acquavivese, abbiamo cercato di riunire donne e uomini “onesti”, desiderosi di dedicarsi a favore della collettività senza un proprio tornaconto. L'incontro con tante persone provenienti dal mondo dell'associazionismo, del volontariato e da esperienze politiche radicalmente differenti dalla nostra, ci ha arricchiti sia sul piano umano che sul piano dell'elaborazione politica. Un contributo fondamentale ci è giunto da Pino Chiechi, uomo dall'estrazione ideologica opposta rispetto alla nostra, ma che si è saputo distinguere in passato come amministratore capace e integerrimo, svincolato da logiche personalistiche e affaristiche. E, come lui, molti altri ci hanno accompagnato in questa campagna elettorale che è stata impari per mezzi, ma non per valori espressi, energia e capacità. Oggi questo grandissimo capitale umano non è andato perduto: il contributo “esterno” nell'elaborazione politica e nel percorso della nostra sezione cittadina continua, perché il bene comune in un periodo storico come questo e soprattutto a livello locale, non è ostacolato dalle divergenze ideologiche che non sanno prescindere dall'onestà e dalla difesa dei diritti dei più deboli.

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